Overtourism e consumi culturali: una sfida per le città d’arte italiane

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Iniziativa finanziata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ai sensi del D.M. 6/5/2022 art. 5.

Le città d’arte italiane sono il cuore pulsante del turismo nazionale, ma l’overtourism sta cambiando il modo in cui i consumatori vivono e percepiscono questi luoghi. Questo fenomeno ha un impatto diretto non solo sull’esperienza turistica, ma anche sui consumi culturali e sociali.

L’esperienza culturale sotto pressione
Il sovraffollamento sta riducendo la qualità dell’esperienza culturale. Musei, piazze e monumenti simbolo sono spesso sovraffollati, rendendo difficile godere appieno delle bellezze artistiche.
Questo porta molti consumatori italiani a optare per visite in orari meno frequentati o a privilegiare attrazioni meno conosciute. Alcuni musei stanno introducendo politiche di prenotazione obbligatoria o limitazioni agli ingressi giornalieri per migliorare la qualità della visita. Dati forniti dall’Associazione Musei Italiani (AMI) indicano che nel 2024, il 63% dei visitatori ha scelto visite guidate private per evitare il caos.

La trasformazione delle città
Le città d’arte stanno diventando sempre più orientate ai turisti, con un aumento dei negozi di souvenir e una diminuzione delle attività autentiche. Questo processo, spesso chiamato
“disneyficazione”, influisce negativamente sia sui residenti che sui turisti, spingendo i consumatori a rivalutare le loro destinazioni. A Firenze, ad esempio, la sostituzione di botteghe storiche con ristoranti per turisti ha suscitato polemiche e acceso il dibattito sul futuro delle città d’arte. Un recente studio condotto da Confcommercio rileva che il 42% degli italiani ritiene che le città d’arte stiano perdendo la loro autenticità a causa del turismo di massa.

Un futuro per il turismo culturale
Per affrontare queste sfide, è fondamentale promuovere modelli di turismo depolarizzane e
destagionalizzante che equilibrino flussi turistici e preservino il patrimonio culturale. I consumatori italiani stanno dimostrando un crescente interesse per soluzioni che combinano qualità e sostenibilità, supportando il cambiamento verso un turismo più rispettoso e consapevole. Iniziative come le visite guidate a numero chiuso e la promozione di itinerari alternativi stanno già mostrando risultati promettenti, creando un modello sostenibile per il futuro delle città d’arte. Progetti pilota, come quello attuato ad Arezzo, dimostrano che è possibile integrare flussi turistici senza compromettere l’identità locale.

Articolo Redatto a cura di Ruben Santopietro CEO di Visit Italy

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